Al cinema con Alice… La realtà di Matteo Garrone: Reality.

Se c’è una cosa che accomuna ogni essere umano è il fatto di avere un sogno; chiamatelo desiderio o aspirazione, in sostanza è quello “nel cassetto”, che ci tiene svegli la notte, che ci fa stare con la testa tra le nuvole, quello di cui cantava Domenico Modugno in una delle sue più famose canzoni: penso che un sogno così non ritorni mai più…

Ma cosa succede se si attua un processo inverso, ovvero quando il sogno diventa più grande di chi lo desidera tanto da impadronirsi della sua mente rendendolo folle e disumano?

A spiegarcelo è Matteo Garrone nel suo ultimo film “Reality”, già vincitore del Grand Prix speciale della Giuria al Festival di Cannes 2012.

Sinossi

Luciano, uomo simpatico ed estroso, vive a Napoli e fa il pescivendolo. Ogni tanto ai matrimoni si traveste e fa imitazioni per far divertire gli amici.

Un giorno la moglie e i figli lo convincono per gioco a fare un provino per il Grande Fratello. Inaspettatamente passa le selezioni e viene convocato a Roma per un secondo provino.

Da questo momento Luciano inizierà a desiderare più di ogni altra cosa al mondo di essere scelto, tanto da venire contagiato dalla “sindrome da GF”, confondendo la realtà con il reality.

Recensione

C’era una volta una carrozza dorata, cavalli bianchi, un bellissimo castello e…un pescivendolo vestito da trans!

No, non è uno scherzo, ma la prima sequenza di immagini del film. Avete presente quando nei cartoni animati arriva una fatina e sparge polvere di stelle sopra un villaggio, così da far cadere tutti i suoi abitanti in lungo e bellissimo sogno tra realtà e fantasia? Questa è esattamente la sensazione che si prova guardando il film: un’atmosfera incantata degna di Walt Disney.

L’inizio e la fine del film infatti, con il piano sequenza aereo, ci dimostrano il magistrale talento del regista che riesce a narrare la storia con la sola potenza delle immagini.

Sebbene possiamo estendere il piano di lettura su diversi livelli narrativi, la pellicola non si presenta come film-denuncia contro una televisione ormai priva di contenuti, con divi senza talento e neppure contro l’italietta ignorante e alla deriva.

Garrone ci racconta la discesa nella totale follia di un uomo che diviene così ossessionato dal suo sogno che si aliena completamente da se stesso, come ci suggerisce in una recente intervista alla rivista il “Cinematografo”:

“Quando racconto qualcosa non sempre riesco a capire la drammaticità della storia. Nelle premesse doveva essere una commedia, in qualche modo mi rendevo conto dei risvolti amari, ma non ho più quella distanza necessaria per poterlo giudicare: qualsiasi spiegazione andrebbe in una direzione che toglierebbe poi la libertà ad altri di vederci quello che vogliono; per me nasce come una favola moderna, che si trasforma in un viaggio verso gli inferi di un personaggio che si spersonalizza”.

Interessante il continuo richiamo a citazioni letterarie o artistiche, come la famiglia boteriana del protagonista o alla sua “ossessione” costante, presente in tutto il film su due livelli: quella per entrare nel reality game e la convinzione di essere costantemente osservato dalla redazione del Grande Fratello, che si trasformeranno in fede quasi religiosa, tanto da farne il suo stesso scopo di vita.

Un’ultima parola va spesa per la scelta del protagonista, un non professionista, fatta sulla scia della tradizione neorealista: l’ergastolano Aniello Arena, un po’ tragicomico, vagamente somigliante a quel mostro sacro di Totò, decisamente convincente.

Insomma gli ingredienti per collezionare un buon film ci sono tutti! Ricordo che, per chi non l’avesse ancora visto, è appena uscito nelle sale cinematografiche.

A questo punto non mi resta altro che augurarvi Buona Visione!

Alice Coiro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *