Once Upon a Time…e gli adulti tornano bambini!

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Once Upon a Time, la serie televisiva evento dello scorso anno.

Con produttori Adam Horowitz e Edward Kitsisi, due degli sceneggiatori di “Lost”, il telefilm dell’emittente americana ABC preannunciava già il suo meritato successo.

A Boston, nel Maine, Emma Swan è una garante di cauzioni e cacciatrice di taglie. Tosta, con la testa sulle spalle, poco incline a fidarsi degli altri, la giovane donna passa le proprie giornate da sola, fino a quando il giorno del suo ventottesimo compleanno riceve una visita. Alla sua porta bussa un bambino di dieci anni, Henry, che afferma di essere suo figlio. Infatti Emma, giovanissima, aveva deciso di dare il bambino in adozione per garantirgli un futuro migliore.

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Il bambino la convince a farsi riportare a casa in una cittadina di pochi abitanti chiamata Storybrooke, raccontandole una storia alquanto curiosa. Gli abitanti del paese sono tutti personaggi delle fiabe intrappolati nel mondo reale a causa della maledizione lanciata dalla regina cattiva di Biancaneve. Essi vivono come persone normali, ma non si ricordano della loro vita precedente, solo il piccolo Henry ne è a conoscenza perché lo ha letto nel libro delle favole che porta sempre con sé. Secondo la sua storia, Emma è la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro ed è destinata a spezzare la maledizione per riportare tutti nel mondo delle fiabe. Emma non crede alle parole del bambino, ma dopo aver capito che non esiste un bel rapporto tra il bambino e la madre adottiva, Regina (sindaco del paese), decide di rimanere a Storybrooke. Image        

Se a molti può sembrare solo un telefilm per bambini, gli episodi dimostrano ben altro. Ogni personaggio è analizzato nei minimi dettagli; ognuno ha la sua storia che si intreccia con quella degli altri. E le favole… Non sono come le conoscevate. Creature peggiori della regina cattiva sono da temere e molto spesso hanno un passato triste e drammatico alle spalle.

A mio avviso uno degli aspetti più interessanti della serie è quella del mistero che avvolge i personaggi. Ti chiedi chi sia quello o quell’altro, che fine abbiano fatto alcuni e ogni episodio ti lascia la voglia di vedere subito il successivo.

Image        Molto bello è il parallelismo col mondo delle favole. In ogni episodio viene mostrata la storia di un personaggio o una parte di ciò che è accaduto prima che tutti si ritrovassero nel nostro mondo. Un modo non solo per farci capire meglio ciò che accade, ma anche per mostrare nuovi misteri che lasciano lo spettatore col fiato sospeso.

All’inizio il telefilm può sembrare un po’ lento, ma credo che sia del tutto lecito: non è affatto semplice presentare tutti i personaggi ed incastrarli l’uno con l’altro, né  ricostruirne le vicende a livello cronologico. Infatti la difficoltà risiede soprattutto nel saper riprodurre i flashback, tipici del genere letterario fiabesco.

Posso però assicurarvi che una volta iniziato non smetterete più di guardarlo.

Piangerete e gioirete. Amerete e odierete allo stesso tempo sia i personaggi buoni, che quelli cattivi.Vi sorprenderete, farete supposizioni… Ma soprattutto vi sconvolgerete!

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