5) Il castello e l’alveare

IMG_8078(Rosignano, il mare è paesaggio)

La costa che da Livorno arriva a Castiglioncello è tra le più belle delle Toscana, con un sovrappiù di grazia nel non prestarsi a pose da cartolina: solo scogliere abissali, macchia mediterranea nutrita da scogli, case progettate da sognatori e la selvaggia certezza che davanti al mare la felicità sia un’idea semplice.

È sensato restare stupiti e misurare sulla base di questa onestà estetica ogni altro paesaggio; è giustificabile l’immobilità, la pigrizia  soddisfatta dei bagnanti.

Ma voi concedetevi il lusso di un attimo di curiosità, e chiedetevi cosa ci sia nell’entroterra; basteranno pochi minuti in auto per una visita a Rosignano Marittimo, dove troverete molte interessanti risposte. Il mare qui è paesaggio, steso come una tovaglia festiva davanti alla vita.

Paese nato in collina, cresciuto ulteriormente in verticale dalle pendici fino al castello, Rosignano domina la campagna da un lato e un largo tratto di costa dall’altro. L’appendice in pianura è legata alla storia della Solvay, ma lì si gioca una partita diversa.

Se avrete la fortuna di capitare in un assolato pomeriggio di agosto, la sensazione sarà quella di entrare in un alveare di pietra caratterizzato da strade strette, panni stesi, voci dalle finestre aperte; un filo teso tra un albero e l’altro vibra in questo momento davanti al castello per il festival del circo di strada (affascinante). Vi sorprenderete a desiderare di vivere lì e contemporaneamente a chiedervi come d’inverno passino il proprio tempo il ragazzo seduto al tavolino, il vecchio che fuma in piazza, i due bambini intenti a scambiarsi figurine. Tipici dubbi di paese. Poi sarete assorbiti dalle tante piccole botteghe e non penserete più a nulla.

All’andata o al ritorno imboccate con fiducia la strada che congiunge il paese all’Aurelia (via di Serragrande) e cercate le indicazioni che vi condurranno all’archetipo del paese: un alveare vero. Si tratta dell’apicoltura diretta dal dott. Paolo Pescia, attività artigianale lentamente cresciuta fino a diventare un caso esemplare.

Dal punto di vista puramente statistico, l’azienda del dott. Pescia (agronomo di formazione) presenta il maggior numero di alveari di tutta la Toscana. Questo fatto aumenta ulteriormente il valore della conduzione familiare, nata da una passione del padre e trasformata in lavoro dal figlio con ottimi risultati: attualmente i prodotti vengono esportati in Germania, America e Cina; il laboratorio produce, oltre una dozzina di varietà di miele, anche cosmetici e altri derivati (l’idromele, ad esempio, che ha ottenuto vari riconoscimenti).

Non è questo successo a rendere inevitabile una visita, né lo splendido complesso immerso nel verde composto da negozio e laboratorio: il valore aggiunto è il desiderio di raccontare il proprio lavoro e far vedere cosa ci sia dietro la nascita di una sostanza così comune e tanto preziosa come il miele. “Noi siamo prima di tutto un tramite, un tramite tra natura e uomo e il collegamento tra i due elementi nella nostra esperienza è il miele. Se ci pensate, è prodotto più antico e naturale del mondo”, afferma.

Per il profano l’apicoltura è un mestiere affascinante e vagamente misterioso, quasi sacerdotale considerando i paramenti da indossare ed il complesso rituale della coesistenza con gli insetti. In fondo, fu Einstein a dire, una volta, che senza le api l’umanità si sarebbe estinta in tre anni.

Vari dubbi qui si scioglieranno. Personalmente, ad esempio, non mi è mai stato chiaro come si possa ottenere da un solo territorio tutte le varietà di miele che le aziende in genere propongono. La soluzione è la più elementare: non è possibile. Ci viene spiegato che gli alveari vengono spostati in tutta la Toscana seguendo le principali fioriture, dall’Abetone a Grosseto (quindi, se vorrete fissare un incontro, fatelo in anticipo).

Viste sul prato, innocue, le arnie sembrano vecchie scatole abbandonate in soffitta, con solo una memoria di colore a distinguerle tra loro; quando però si percepisce il brulicare della massa di api una sensazione antica e indefinibile viene alla luce: se siete curiosi di provarla quanto lo eravamo noi, è possibile organizzare visite guidate che iniziano con una spiegazione dettagliata e terminano con una (graditissima) degustazione.

P.S.

Nota aggiuntiva. Se in questa zona vi capiterà di dover riparare un paio di scarpe, portatevele dietro e proseguite lungo la stessa strada fino ad arrivare in via delle Pescine. Con le scarpe rotte in mano forse non sarete così propensi a considerarvi fortunati, ma dopo ringrazierete il caso che vi ha fatto conoscere la bottega di Paolo Busdraghi. Così almeno è capitato a noi.

La bottega di questo vecchio artigiano è un corridoio tappezzato di quadri, tutti ispirati a temi macchiaioli; troverete un banco di legno all’ingresso e strumenti di lavoro di valore quasi archeologico disseminati tra piano di lavoro, pareti e pavimento.

Lui è l’immagine del livornese d’altri tempi: taciturno e istrionico senza che le due caratteristiche collidano, uno strano sorriso sbilenco, modi franchi per non dire bruschi, una certa elegante fierezza.

Gli posiamo sul banco un paio di scarpe seriamente compromesse; lui le guarda e le riguarda, per sentenziare alla fine che si tratta di un caso difficile ma non impossibile. Ringraziamo e raccontiamo del nostro giro a caccia di botteghe artigianali, e gli chiediamo il permesso di citare la sua. La risposta è la seguente: “Deh, bimbi, se volete potete anche fa’ due foto ma dovete trovarmi in bona. Io sono un artista!”.

Le foto alla fine non le abbiamo fatte. Inutile dire che il suo lavoro è risultato perfetto.

Marco Montanari

APICOLTURA DOTT. PESCIA

Paolo Pescia

Via di Serragrande 124, Rosignano marittimo (LI)

http://www.dottorpescia.com/

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