Che strano chiamarsi Federico

manifesto_CheStranoChiamarsiFedericoSinossi

Il magistrale racconto della vita del maestro Federico Fellini attraverso gli occhi di un carissimo amico e collega Ettore Scola.

Recensione

“Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo. Ne sono lunsingato. Cosa intendano gli americani con felliniano posso immaginarlo: opulento, stravagante, onirico, bizzarro, nevrotico, fregnacciaro. Ecco, fregnacciaro è il termine giusto”.

Se ti chiami Federico devi sapere che questo non è solo un nome ma un modo di essere. E’ così che Ettore Scola descrive l’amico e l’uomo straordinario che è stato Federico Fellini.

Come un eterno bambino, un burattino che si fa beffa della vita e della morte, tra immagini trasognate ed immagini di repertorio che appaiono più vere della realtà stessa, Scola gira il suo documentario non solo come omaggio al Maestro in ricordo della sua scomparsa, ma come messaggio per le nuove generazioni per farci comprendere che il cinema non è solo la settima arte ma un modo semplice e diretto per esorcizzare la realtà per trarne lo straordinario e il meraviglioso.

Lui che del circo della vita è riuscito a fare uno stile di vita; lui che ha iniziato come fumettista per il giornale satirico Marc’Aurelio; lui che grazie al suo  talento ha dimostrato che l’immaginazione parte da ciò che ci circonda ogni giorno.

Ma questa è la visione del mondo di chi guarda oltre, di chi si approccia alla vita senza prenderla mai troppo sul serio, anzi quasi come se fosse uno spettacolo di cabaret colorato di trucco, piume e donne formose, come piacevano a lui, dove è sempre buona la prima.

Lui che è diventato addirittura un aggettivo; lui che girava insonne la notte per le vie di Roma; lui che ha fatto del cinema un arte; lui che prima di diventare un mito si chiamava semplicemente Federico…

 

“Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato”

 

Alice Coiro

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