“Pomodori d’estate, cavoli d’inverno”

Tutto  è avvenuto per caso…o forse no.

Mai mi sarei aspettata di tornare dallo “urban style” di Milano e ritrovarmi a frequentare un corso intitolato “Fare impresa in agricoltura” a Firenze: progetto OCCUPI, laboratorio per start upper promosso dalla provincia di Firenze e dall’Istituto Tecnico Agrario. Direi un passaggio netto, quasi incosciente.

Le lezioni hanno avuto inizio e così anche gli scambi di idee con i compagni di classe. L’entusiasmo respirato all’uscita è stato tanto. Sto, stiamo bene in quel momento; sarà perché abbiamo parlato di “roba bella e bona”.

Tra le storie dei miei compagni, quella che voglio raccontarvi adesso è quella di Leonardo. Un’esperienza WoW, che unisce la scelta della genuinità al vivere quotidiano.

Nella classe era il più avanti di tutti col il proprio progetto. Aveva trovato un terreno giusto ed era già consapevole di tutti gli inghippi burocratici del mestiere (purtroppo sono “La prassi”)…

A sorpresa, in questi giorni, insieme alla fidanzata Anna, ha dato ufficialmente il via alla sua azienda agricola “L’orto del vicino” (Borgo San Lorenzo, Firenze).Ortovicino

Entrambi laureati alla Facoltà di Agraria, guidati dalla forte passione per la terra, hanno indirizzato l’attività della loro azienda verso la coltivazione di ortaggi e di alberi da frutto, riscoprendo “varietà antiche e dimenticate” (“sono già pronte le buche”), come il giuggiolo ad esempio (chi da piccolo ha morso una giuggiola, sa di aver assaporato qualcosa di primordiale, di pastoso, di dolce mischiato all’amaro della pianta).

Stanno costruendo anche un  piccolo pollaio con materiale di recupero per l’allevamento di ovaiole a terra e dispongono di una serra “rigorosamente non riscaldata  per allungare un po’ la stagione produttiva e per la produzione di piantine per il trapianto”. Il tutto è rigorosamente fondato sulla filosofia della vendita diretta e della filiera corta, sul rispetto dell’ambiente e delle stagioni “insomma pomodori d’estate e cavoli d’inverno”.

Sono un esempio positivo! Soprattutto in questo periodo in cui sembra che qualsiasi tipo di attività da avviare sia preclusa agli under 64.

Si può combattere allora la sfiducia, penso. Come? Ritornando alla terra? Beh, in gran parte, ma anche all’essenzialità, alla semplicità e alla genuinità. Sarà una moda? Sarà perché fare l’orto sul balcone fa “figo”? Sarà la pubblicità del Sancrispino che intenerisce tutti i cuori? No. L’essere snob o melensi non ha niente a che fare con la natura. “Lei “ è lì e il volerci ritornare penso dipenda da voler ricominciare a star bene, in mezzo alle cose che fanno bene giusto appunto! E’ un bisogno che prima o poi sarebbe ritornato nella coscienza dell’uomo. E’ una delle più fantastiche “alchimie”. Forse perché è finalmente giunta l’ora di dire basta alle porcherie che mangiamo; perché è l’ora di capire che non possiamo fare più come ci pare, che non possiamo più imporci sulla natura e sulle stagioni. Che non possiamo pretendere di avere il mango anche a dicembre. Tanto la natura rimanda tutto contro.

Deve arrivare la primavera per far sbocciare i germogli; l’estate per farli crescere al sole; l’autunno per iniziare a farli cadere e seccare; l’inverno per segnare l’ora della loro fine e poi di nuovo del loro inizio.

Insomma, la volete frutta bona, verdure bone, vino bono o no?!

Anna, Leonardo, speriamo di venire a trovarvi presto.

 

Eleonora

logo orto del vicino

ORTO DEL VICINO:

Borgo San LOrenzo

http://ortodelvicino.it/

 

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