GUIDA INVENTATA PER GLI AMICI DI TEATRO: Londra in breve.

   

Please LondonPremessa:

l’ordine delle indicazioni raccolte in questa mini guida sarà casuale; andrà in base ai ricordi che mi verranno in mente nel corso della scrittura.

1. Per iniziare, non c’è viaggio senza colonna sonora:

The Clash, The Smiths, Blur, The National, The Ramones, Chemical Brothers, The Who e Beatles (classiconi), Franz Ferdinand, Oasis (anche se mi stanno antipatici), The XX, Florence and the Machine…

2. Partiamo dalle cose più semplici: Camden Town.

Di punk ce ne sono rimasti pochi e ormai è un po’ tutto cineserie, ma merita sempre una capatina sia per i negozi vintage e arruffati, sia per gli innumerevoli banchini interessanti. Potrete trovare dalle targhe, ai vestiti di scena (bellissimi) e se siete fortunati anche un po’ di musica per strada.

­Se dopo le lunghe camminate volete uno spuntino Yumchaa è quello che fa per voi: i titolari (se ci sono ancora) sono due fidanzati, cake home made, tisane e infusi buonissimi (anche da comprare… quando ho finito quella che avevo preso per casa ho pianto, giuro), wi-fi. Un ambiente che piacerebbe molto agli hipster italiani, ma non lo sanno fare.

3. Un luogo molto particolare: della serie vado a farmi i capelli con la bicicletta, dentro il negozio però.

Questo è un posto consigliato dal mio migliore amico architetto (Giulio) e se me lo dice lui mi fido. Si chiama Spitalfields Market. Qui troverete di tutto, dai negozi agli artigiani più strani che abbiate mai visto (così dice). Si trova vicino a Liverpool Street, zona Bricklane.

3. Strano ma vero.

Nella zona conosciutissima per la sala incisioni dei Beatles si trova anche il piccolo museo di Sherlock Holmes, a Abbey Road. E sorpresa delle sorprese esiste anche un ristorante/pub dedicato, dove si mangia super bene, accanto ad una piccola ricostruzione dello studio dell’investigatore (terrificante) a Northumberland Street.

4. Si va sul religioso.

Immancabili da visitare Westminster Abbey, dove vi è scritta la storia del regno d’Inghilterra e St. Paul Cathedral. Quest’ultima spicca per bruttezza, ma contiene al suo interno tre cose da vedere obbligatoriamente: il corridoio dei sospiri, da provare (se non soffrite di cluastrofobia e vertigini come me), il quadro bellissimo “La luce del mondo” di Hunt e la cripta con i peggio personaggi sepolti.

5. Posti che non esisteranno mai in Italia:

Il riutilizzo degli spazi non è molto nelle nostre corde (in Toscana intendo…), ma a Londra c’hanno visto lungo. E mi sto riferendo alla TATE. E’ da vedere. Per le opere? Forse. Per la struttura? Sì. Se andate all’ultimo piano vi ritroverete in una caffetteria panoramica bellissima!

6. Altri musei:

Il British è il Signor Museo, la cupola interna che ricrea una piazza antica stupenda, ma una sofferenza. Troppi pezzi depredati alle terre d’origine!

Un museo non famosissimo ma molto carino e divertente è quello del Tower Bridge… tadaaa!

E non potete non andare a Chelsea al Museo delle di Scienze Naturali. Se riuscite a trovarla ancora andate a dare un’occhiata alla pista per il pattinaggio sul ghiaccio… l’atmosfera è meravigliosa.

7. Per gli acquisti:

Coven Garden è il posto del “sì sono figo solo io perché lavoro qui!”, ma superato questo ostacolo con la non curanza, troverete dei negozi favolosi a prezzi super buoni (soprattutto FRED PERRY superrrr). Se avete fortuna incrocerete un venditore di caramelle ambulante. Un personaggione!

Infine Carnaby Street, my favourite!

8. Roba importante: la bevuta.

Come saprete meglio di me, i pub londinesi sono rinomatissimi per la loro tipicità. E la cosa che colpisce di più sono i londinesi, che escono da lavoro e vanno tutti a prendersi una bella birrozza (amo gli inglesi e l’accento british…è irresistibile, me li sposerei tutti- scusatemi per l’inciso-). Sempre il mio migliore amico vi consiglia una bevuta in quota al Sushi Samba, 38° piano.

Conclusione:

Come avete visto non ho messo nessun altro posto. Li conoscerete meglio di me, quindi non sono stata a riscriverveli.

Con questo vi auguro un buon viaggio e buone emozioni.

Londra è un crocevia, una città di passaggio. E’ come le stagioni. Non sempre e non a tutti piace. Io l’ho odiata d’estate e amata d’inverno. Con la pioggia è tutta un’altra cosa…

Eleonora

Dedicata ai miei compagni di teatro Tommaso, Alessio e Marco

Ps avrei voluto mettere molte foto ma non l’ho fatto. Forse lo farò tra un po’ di giorni…più spazio per l’immaginazione!

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